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Washington - Piccoli terremoti potrebbero innescare immensi tsunami. A dirlo e' una ricerca della Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology di Yokosuka pubblicata su ''Nature Geoscience''. Lo studio si riferisce ai cosiddetti ''tsunami terremoti'', piccoli eventi sismici a frequenza molto bassa che intervengono nelle zone di subduzione, ossia quelle linee della crosta terrestre lungo le quali una placca scivola sotto un'altra (subduzione) causando un terremoto. Nel 1605 un terremoto disastroso a Keicho, in Giappone, fu proprio di questo tipo.
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Napoli - “In Campania potete contare su un potenziale geotermico elevatissimo, con enormi benefici economici. In Germania per trovare temperature di 150 gradi centigradi dobbiamo perforare fino a 4 chilometri, mentre qui da voi bastano alcune centinaia di metri”. Lo afferma Ernest Huenges, responsabile del settore geotermico del Geo Forschung Zentrum di Potsdam, tra i relatori del convegno internazionale sulla Geotermia, organizzato dalla sezione napoletana dell'Ingv e dall'Universita' Parthenope, cominciato ieri e in programma fino a sabato presso Villa Doria D'Angri. Lo scienziato tedesco interviene anche su presunti rischi connessi alle perforazioni. “Per quanto riguarda il rischio legato alle perforazioni – dice – oggi esistono sistemi di monitoraggio avanzati che consentono di lavorare nella massima sicurezza. In Campania si ha spesso un atteggiamento isterico di fronte a queste problematiche, perché c'e stato un fenomeno come il bradisismo, ma è possibile con una buona base conoscitiva del fenomeno operare nella massima sicurezza”.
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Madrid – Presentati dopo due anni i risultati degli esami della cenere del vulcano Islandese di Eyjafjallajökull, la cui eruzione interruppe il traffico aereo di gran parte d'Europa. Il CIEMAT spagnolo (Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas), in collaborazione con la Nasa, ha ottenuto informazioni interessanti dalla cenere arrivata fino in Spagna, su quante e quali particelle si addensano nell'aria, nonche' indicazioni su come affrontare le eruzioni vulcaniche in futuro. Usando la tecnologia LIDAR (Light Detenction and Ranging), gli scienziati hanno lanciato un raggio laser nel cielo, il quale, riflesso verso la Terra dalle particelle presenti nell'aria, ha riportato informazioni sulle loro proprieta' chimiche e fisiche,
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Roma – Pavia si conferma centro di riferimento mondiale per la formazione e la ricerca in ingegneria sismica: il 17 e 18 maggio all’Auditorium del CAR College di Pavia 38 studenti, provenienti da 21 Paesi, avranno l’opportunità di presentare le loro tesi di master e dottorato a una platea di esperti internazionali, a conclusione del percorso di studio che i ragazzi hanno seguito alla UME (Understanding and Managing Extremes) Graduate School di Pavia, istituto per la formazione post-laurea creato dalla Scuola Superiore Universitaria IUSS e dalla Fondazione Eucentre.
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Seoul - Attraverso gli infrasuoni emessi dai vulcani si potrebbero prevedere inizio e fine delle eruzioni. E' quanto sostengono i ricercatori della Pusan National University della Corea del Sud. Il geofisico Aurélien Dupont ha monitorato i suoni a bassa frequenza emessi dai gas filtrati dal magma basaltico, un tipo di magma che scorre facilmente perche' a bassa viscosita' e contenuto di gas. Viaggiando nella camera magmatica, sacche di gas intrappolate al suo interno si espandono e producono infrasuoni che raggiungono la superficie. Queste 'colonne sonore' dei vulcani potrebbero aiutare gli esperti a individuare l'inizio e la fine di una eruzione.
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