Scienziati vicini al lago Vostok. Gasperini: "potremo scoprire nuovi tasselli dell'evoluzione" PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Arcovio   
Lunedì 07 Febbraio 2011 12:54

La trivellazione del Lago VostockRoma - Manca davvero poco per aprire il "coperchio" del lago Vostok, rimasto sigillato per ben 15 milioni di anni. Dopo mesi di lavoro gli scienziati russi, guidati da Alexei Turkeyev, sono lontani solo 5 metri dallo scoprire finalmente quali straordinari microrganismi antichi si sono nascosti per così tanto tempo sotto la coltre di ghiaccio spessa 4 chilometri.

 

''E' fantastico poter studiare microrganismi antichissimi, mai contaminati con l'ambiente esterno", dice Luca Gasperini, geologo marino dell’Istituto di Scienze Marine di Bologna del Consiglio Nazionale delle Ricerca (Ismar-Cnr). "Potremo ricavare una moltitudine di informazioni circa l'evoluzione di alcuni microrganismi''. Molte infatto sono le cose che ci possono dire queste forme di vita aliena. "Sono rimasti isolati per così tanto tempo - spiega l'esperto - che potrebbero aprirci uno scorcio su quello che c’era prima che si formasse la calotta ghiacciata dell’Antartide. E’ estremamente interessante poter approfittare di questa opportunità per migliorare le nostre conoscenze".
Al momento però gli scienziati non fanno ipotesi. "Non possiamo sapere cosa troveranno gli scienziati russi - dice Gasperini -  finché questo lago non verrà aperto. Sappiamo solo che confrontando questi microrganismi con quelli già noti, e quindi contaminati con l’ambiente esterno, potremo svelare qualche tassello della loro evoluzione".
La procedura però è molto delicata. "Il pericolo maggiore è quello di contaminare il lago con elementi dell’ambiente esterno e di conseguenza perdere indicazioni preziose. Ma è un rischio - precisa il geologo marino - che in genere gli scienziati che fanno questo lavoro conoscono bene. Per questo sono convinto che abbiano preso tutte le precauzioni per evitare qualsiasi contaminazione".
Ci sono infatti delle tecniche sofisticare per questo tipo di ricerche. "Ad esempio sicuramente gli scienziati - racconta Gasperini - avranno trovato il modo per evitare che le trivelle su cui si sono attaccati elementi dell’ambiente esterno possano contaminare il lago". La posta in gioca è troppo alta per sbagliare. "Se i microrganismi esterni entrassero in contatto con quelli incontaminati del lago il rischio è di perdere informazioni importanti. I microrganismi esterni potrebbero sostituire velocemente quelli antichi oppure contaminare il loro Dna. Sarebbe un vero peccato. Ecco perché - precisa Gasperini - credo che si siano prese tutte le misure per evitare problemi di questo tipo. Arrivati a questo punto si fa di tutto per evitare di mandare in fumo un progetto di ricerca così importante".

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Febbraio 2011 09:14
 

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