| Il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell'Acqua |
|
|
|
| Scritto da UN-Water, traduzione a cura di UN WWAP |
| Mercoledì 09 Febbraio 2011 13:55 |
|
Perugia - Le Nazioni Unite hanno scelto di dedicare il 22 marzo 2011 alla celebrazione della Giornata Mondiale dell’Acqua, dal tema “Acqua per le Citta’: come rispondere alle sfide dell’urbanizzazione”; l’Agenzia delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani (UN HABITAT) ne coordina l’organizzazione.
La Giornata Mondiale dell’Acqua del 2011 rappresenta un’opportunità per incentivare governi, amministrazioni locali, organizzazioni pubbliche e private, banche, associazioni e comunità di tutto il mondo, ad attivarsi nei confronti di problemi quali i rifiuti e le risorse idriche in ambienti urbani. La sfida dell’urbanizzazione Oggi nel pianeta un abitante su due vive in un contesto urbano e le città crescono a ritmi incessanti. Il 93% dei processi di urbanizzazione avviene nei paesi più poveri o in via di sviluppo. Nel 50% dei casi le città si espandono a seguito di un aumento della popolazione, nel 25% per migrazioni da aree rurali e in un restante 25% a causa dell’inglobamento di terre rurali in aree urbane. Circa il 40% della crescita urbana mondiale e’ rappresentata dall’espansione di quartieri poveri che crescono ad una velocità straordinaria. Tra il 1999 e il 2001 le popolazioni di tali quartieri sono aumentate con una media di 18 milioni di persone all’anno, e si prevede che nel periodo 2005-2020 aumentino con una media di 27 milioni di persone all’anno, a livello mondiale. L’urbanizzazione non interessa soltanto la crescita delle metropoli nel sud del mondo (si prevede che nel 2050 nasceranno 50 nuove metropoli), ma riguarda anche la crescita inesorabile delle città piccole e secondarie. In America Latina la maggior parte della popolazione vive in centri urbani più piccoli mentre in Africa e Asia si raggiungono i più elevati tassi di urbanizzazione, anche a causa dei disastri ambientali e dei conflitti. Gestire una città e’ molto complicato: sono necessari approcci differenti a seconda del tipo di contesto urbano. Tra le sfide che una città deve affrontare vanno citate la crescita dell’ineguaglianza sociale, l’esclusione e l’emarginazione di alcune parti di popolazione urbana, il degrado urbano, quello ambientale e la ristrutturazione di vecchie infrastrutture.
La sfida delle risorse idriche nei contesti urbani L’approvvigionamento di acqua nelle aree urbane e i servizi igienico-sanitari non sono isolati dal contesto in cui si trovano e i problemi relativi alla fornitura di servizi o alla loro qualità non dipendono soltanto dall’ambito specifico di questi servizi (politiche, normative, tradizioni, organizzazione) e non possono nemmeno essere risolti soltanto dalle istituzioni che si occupano di acqua. Il governo di una città costituisce un fattore critico rispetto alla gestione delle risorse idriche. Il problema centrale, infatti, e’ proprio la gestione dei servizi igienico-sanitari e delle acque. Gli investimenti nelle infrastrutture non sono andati di pari passo con l’urbanizzazione. Non e’ stata dedicata l’attenzione necessaria ai servizi idrici e allo smaltimento dei rifiuti che, di fatto, hanno subito notevoli cali negli investimenti rispetto al loro rendimento economico, sociale ed ambientale. I paesi in via di sviluppo sono caratterizzati da una forte mancanza di acqua, da una scarsa preparazione dello staff, da una governance molto debole e da operazioni finanziarie non fattibili. Sebbene ci siano alcune significative eccezioni, questi paesi hanno generalmente molta strada da fare per migliorare efficienza ed efficacia. I più poveri delle città ricevono i servizi peggiori: nonostante la copertura della rete idrica sia in fase di decadenza in molte realtà essi pagano il prezzo più alto per l’acqua, spesso per acque provenienti da fonti alternative o dalla rivendita di quelle urbane. Sono poche le amministrazioni locali che nei paesi in via di sviluppo hanno trovato una soluzione sostenibile alla questione dei servizi igienico-sanitari urbani. Esse non possono permettersi di estendere la rete fognaria ai sobborghi poveri, non sono in grado di gestire il volume delle acque reflue raccolte e non propongono soluzioni accettabili per i poveri. Inoltre la raccolta di rifiuti solidi rappresenta una minaccia crescente per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Le soluzioni trovate a livello istituzionale sono incoerenti, mancano di una regolamentazione effettiva e i ruoli non sono strutturati in modo da essere efficaci e di successo. Per una gestione sostenibile delle acque e’ necessario che le città vengano pianificate tenendo conto dell’intero bacino fluviale e la mancanza di controllo dei rifiuti urbani porta ad un inquinamento crescente delle risorse idriche, che determina a sua volta il degrado ambientale e costi sempre più alti per il trattamento delle acque, effetti negativi sull’agricoltura e sulle esportazioni. E’ inoltre sempre più evidente che il settore idrico subirà gli effetti del cambiamento climatico, soprattutto a causa dell’impatto di inondazioni, siccità e altri eventi di natura estrema. Si prevede che la disponibilità delle risorse idriche subisca cambiamenti sia sul piano qualitativo che quantitativo. Le risorse idriche, gli impianti di contenimento delle acque e di raccolta di quelle reflue saranno quindi a rischio di distruzione a causa di uragani, inondazioni e siccità. Il cambiamento climatico determinerà quindi complicazioni nei lavori, l’interruzione dei servizi e la crescita dei costi per i servizi idrici e di raccolta delle acque reflue.
Le opportunità per la gestione delle acque urbane La situazione non e’ poi così negativa. L’urbanizzazione di fatto presenta delle opportunità per la gestione delle acque. Le città generano ricchezza e lavoro, sono una fucina di innovazioni e creatività e offrono buone possibilità per il miglioramento delle condizioni di sussistenza. Le città presentano un gran numero di economie di scala e l’opportunità’ di sviluppo delle infrastrutture, inclusa la gestione dei servizi idrici, fognari e igienico-sanitari. Vista la capacità di servire un gran numero di persone nelle città, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio relativi all’acqua e ai servizi igienico-sanitari sono più facilmente raggiungibili qui rispetto alle aree rurali dove la povertà e’ maggiore e la natura degli insediamenti rurali fa aumentare i costi. Gli ambienti urbani offrono alla popolazione più povera la possibilità di migliorare il loro di livello di accesso ai servizi idrici. Le città del futuro godranno di una gestione urbana integrata. Per quanto riguarda l’acqua questo potrà significare l’adozione di tecnologie più efficaci per il trattamento delle acque, un aumento del riutilizzo delle acque, una migliore ottimizzazione dell’interdipendenza tra acqua e potere e una migliore gestione della richiesta. Gli ambienti urbani futuri potranno avere vantaggi dalle economia di scala e di portata (quindi aumentando l’efficienza e promuovendo equità attraverso una fornitura a costi più bassi), ridurre i costi dell’approvvigionamento, migliorare l’accesso ai servizi nelle aree rurali, prevedere tasse sostenibili, modalità di sussidio e minimizzare l’inquinamento ambientale.
Riforme essenziali per la gestione delle risorse idriche in contesti urbani
La strada che porta ad una gestione sostenibile delle acque in contesti urbani non e’ unica poiché dipende molto dal contesto. Studi recenti (per esempio studi recenti sul Peru’ e sul Cile) hanno identificato alcuni fattori di successo. Fondamentale può essere per esempio la capacità di leadership degli stati, che sviluppano professionalità e supporto per l’implementazione di complesse politiche pubbliche (come per esempio la regolamentazione e l’erogazione di sussidi mirati). Le riforme più efficaci sono rappresentate da cambiamenti graduali basati su giudizi coerenti con le capacità del paese, piuttosto che da cambiamenti esplosivi. Questo richiede un coinvolgimento accurato e graduale del settore pubblico e privato e un atteggiamento corretto da parte del governo nell’investimento di risorse economiche, insistendo sul rientro di utili adeguati. Approcci decentralizzati e centralizzati hanno funzionato bene a tal proposito. E’ fondamentale tuttavia chiarire i ruoli del settore pubblico, pur mantenendo la fiducia in una gestione collaborativa con gli investitori e il pubblico.
Un altro fattore critico di successo e’ lo sviluppo di un sistema di tasse che non solo copra i costi per la fornitura dei servizi (opere, investimenti, manutenzione, acquisizioni di diritti legati all’acqua) ma che generi anche profitti per i proprietari, siano essi privati o statali. Lo sviluppo di un tale sistema richiede forme di assistenza finanziaria sociale per assistere le comunità più povere e un sistema regolatore per il controllo dell’incremento delle tasse.
La Giornata Mondiale dell’Acqua 2011: gli Obiettivi
L’obiettivo della Giornata Mondiale dell’Acqua 2011 e’ attirare l’attenzione della comunità internazionale sulle sfide e sulle opportunità rappresentate dalla gestione dell’acqua in contesti urbani. Si vuole sensibilizzare il mondo sulle avverse condizioni globali riguardanti la gestione delle acque e incoraggiare chi e’ investito di potere decisionale a cogliere le opportunità per affrontare tali sfide. Mostrando i casi di successo si tenta di incoraggiare i decisori ad intraprendere e sostenere riforme ed approcci che guardino al futuro.
La Giornata Mondiale dell’Acqua 2011: le tematiche
Il tema della La Giornata Mondiale dell’Acqua 2011 è Acqua e urbanizzazione: come mutare le avversità in opportunità.
Per capire quali siano le reali sfide rappresentate dalla gestione urbana delle risorse idriche, la Giornata Mondiale dell’Acqua 2011 affronterà cinque aree tematiche fondamentali:
Le opportunità da cogliere saranno invece ricercate nei seguenti ambiti:
La Giornata Mondiale dell’Acqua 2011: L’Approccio La Giornata Mondiale dell’Acqua 2011 vedrà coinvolti:
|
| Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Febbraio 2011 13:33 |







