Fukushima: oltre la fusione del nocciolo. E i dati della Tepco ora sono in discussione PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Pisani   
Mercoledì 08 Giugno 2011 18:54

Roma - Mentre ieri la disastrata centrale di Fukushima subisce un altro colpo, con il black out di tre ore delle luci di controllo dei reattori 1 e 2, si diffonde la notizia che l'incidente potrebbe essere più grave di quanto detto finora e che la Tepco avrebbe dichiarato una tempistica dei tre incidenti diversa da quella che risulta dai report ufficiali giapponesi.

 

GUARDA L'ANIMAZIONE DI QUELLO CHE E' SUCCESSO ALLE CENTRALI NUCLEARI GIAPPONESI

Il rapporto dell'agenzia di sicurezza nucleare giapponese (NISA) all'AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) presenta infatti un quadro ancor piu' grave di quello finora ammesso dall'azienda Tepco.

Secondo quanto si apprende dai documenti, infatti, ci sarebbe stata non solo la fusione parziale del nocciolo nei primi tre reattori (e questo dato era noto) ma in uno dei tre ci sarebbe stato rilascio di materiale radioattivo al di fuori del contenitore di sicurezza.

"Se il nocciolo si fonde e il "pentolone" (il vessel del reattore) in cui avviene la reazione si rompe, si riversa nel contenitore di sicurezza, che è un involucro che avvolge tutto il reattore" spiega Giuseppe Forasassi, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dellì'Università di Pisa. Ma non sarebbe il caso di lanciare allarmi per questo aggravamento della situazione.

"Era plausibile fra le possibilità dell'evoluzione dell'incidente, avendo visto il tipo di interventi che si sono finora resi necessari - continua Forasassi -. Quello che è successo, da quello che si sa, è che sarebbe uscito del materiale radioattivo, in quantità molto ridotte, soprattutto a causa dell'acqua radioattiva usata per refrigerare i reattori subito dopo l'incidente. Quest'acqua, e se n'è usata una quantità notevole, si sarebbe raccolta sul fondo del contenitore di sicurezza e sarebbe arrivata anche nel locale turbine.

Quindi oltre il contenitore di sicurezza. Ma all'esterno di quest'ultimo c'è il "contenimento secondario", cioè un edificio ulteriore del reattore, sebbene di consistenza e capacità di contenimento minore degli altri. Certo, questo potrebbe avere comunque permesso la ventilazione all'esterno di prodotti radioattivi in quantità da valutare sul momento. Ma una quantità comunque non eccessiva, come quella prodotta da Chernobyl, in cui il nocciolo intero fu a contatto con l'atmosfera".

Una catena di eventi che, secondo Forasassi, sarebbero stati scongiurati con un reattore moderno, di terza generazione, come gli Epr francesi.

"I reattori di Fukushima erano vecchi, progettati 40 anni fa, quando non si immaginava potesse succedere un incidente come quello che si è verificato. I reattori attuali, invece, possono fronteggiare anche una fusione del nocciolo mettendo in atto sistemi di controllo e di ritenuta del materiale radioattivo.

Sotto il "pentolone" della reazione, infatti, c'è un altro contenitore isolato di grandi dimensioni che raccogliel'eventuale materiale fuso e lo trattiene sempre all'interno del contenitore di sicurezza che è molto più grande e che quindi ha problemi molto minori dal punto di vista dello sviluppo di pressione all'interno" spiega Forasassi.

Quindi, a conti fatti, la cosa peggiore che emerge dal rapporto potrebbe invece essere la discrepanza fra le stime quantomeno controverse fornite dalla Tepco e i dati ufficiali della NISA: il danneggiamento del vessel che contiene il nocciolo del reattore 1 di Fukushima sarebbe avvenuto dopo sole 5 ore dallo tsunami e non 15 come precedentemente stimato da Tepco e il vessel del reattore 2 si sarebbe danneggiato dopo 80 ore e non 109, mentre il vessel del reattore 3 si e' danneggiato piu' tardi di quanto stimato (79 ore e non 66).


Clicca QUI per confrontare le analisi NISA con quelle della TEPCO


Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Giugno 2011 14:59
 

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