Editoriale- Siamo tutti diventati un bersaglio del terrore PDF Stampa E-mail
Scritto da Emanuele Perugini   
Venerdì 11 Maggio 2012 18:34

E' a dir poco allucinante. Il volantino con cui un gruppo di persone al suo debutto di fuocorivendica la gambizzazione dell'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi,è un delirio dalla prima all'ultima riga. Si decide di colpire un uomo a sangue freddo, di sparargli alle gambe, solo e semplicemente perchè questo uomo è uno scienziato che lavora nel settore del nucleare. Dalle parole di questi terroristi si capisce in maniera eloquente, che la questione nucleare è solo un fattore incidentale. Ad essere nel centro del mirino è la scienza, considerata come attività che fa parte del sistema capitalistico e deve dunque essere colpita."La scienza nei secoli passati - scrivono gli anarchici informali del nucleo Olga - ci aveva promesso un'età dell'oro, oggi ci sta conducendo per mano verso l'autodistruzione e la più totale delle schiavitù.

Il binomio scienza-tecnologia non è mai stato - si legge ancora nel volantino - al servizio dell'umanità, nella sua piu' profonda essenza mostra il bisogno impellente di eliminare tutto cio' che è irrazionale, di disumanizzare, annichilire, di fatto distruggere l'umanità".

 

Sono parole che devono far riflettere e che non possono essere lasciate passare con superficialità. Noi tutti e in primo luogo noi, operatori dell'informazione, e della cultura dobbiamo chiederci come mai ad oggi il nostro paese - patria di così tanti scienziati e ricercatori - sia stato possibile assistere ad un episodio tanto allucinante.

Sia chiaro, per noi il terrorismo va contrastato con la forza della democrazia a prescindere dalle motivazioni ideologiche che spingono a premere il grilletto dei terroristi. Dobbiamo riflettere sulle matrici ideologiche di questi terroristi, per comprendere meglio il deterioramento che si ha nel rapporto tra scienza e società. Dobbiamo pero' anche riflettere sulle modalità e sui percorsi attraverso i quali - nel nostro paese - continuiamo a "fare cultura". Dobbiamo chiederci perchè "fare cultura" non è mai anche "fare scienza" e dobbiamo chiederci perchè il mondo della scienza è ormai così distante dalla società, tanto da esserne ormai quasi del tutto espulso.

Tutti noi dobbiamo compiere questo lavoro di autocritica e di comprensione : scienziati, cittadini, politici e giornalisti. Nessuno puo' sentirsi escluso, o puo' dirsi estraneo.  La scienza è parte integrante della nostra vita e della nostra società e dobbiamo chiederci nel futuro quale sarà il ruolo della scienza nella nostra società.

Per ora voglio manifestare la mia solidarietà a tutti quelli che come me si occupano di scienza e che sono da oggi anche loro diventati un bersaglio mobile del nuovo terrorismo italiano. In particolare a  Roberto Adinolfi e a tutti i ricercatori, agli scienziati dell'industria nazionale, di Finmeccanica chiamati direttamente in causa e di quelli che lavorano nelle Università, nei centri di ricerca e in altre aziende che pure come me- leggendo quelle agghiaccianti parole - si sono sentiti trasformare in sagome di gesso sull'asfalto. Ecco io sono come voi, anche io da oggi sono un bersaglio mobile.

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Maggio 2012 18:35
 

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