Lincei: Emilia dimostra che impossibile la prevenzione per i terremoti PDF Stampa E-mail
Scritto da Annibale Mottana   
Venerdì 22 Giugno 2012 18:03

Roma - La prevenzione contro i terremoti secondo Annibale Mottana nella sua relazione oggi all'Accademia dei Lincei ''per ora impossibile -e l'abbiamo costatato recentemente in Emilia - ma va insistentemente perseguita, a differenza di quella vulcanica, gia'nota. Nel Novecento i morti per eruzioni sono stati poco più di un centinaio, mentre quelli per cause sismiche circa 120.000. C’è una grande disparità di effetti tra i due disastri, ma il nocciolo del problema non è qui. Il problema, secondo Mottana ''E' piuttosto il nostro paese che non ha fin qui dimostrato di saper coniugare la prevenzione dai rischi naturali con il suo sviluppo, soprattutto urbanistico!

Ce lo insegnano le recenti esperienze de L’Aquila e dell’Emilia. Ma ciò che più preoccupa è l’atteggiamento degli amministratori. Non c’è nessuna giustificazione possibile per le deroghe che essi concedono alla corretta edificazione, peggio se nei luoghi dove il rischio sismico è particolarmente frequente e, spesso, devastante! E la giurisprudenza non aiuta: che senso ha applicare il principio del “diritto acquisito” per evitare la messa a norma, quando sono le costruzioni antiche e anche quelle appena recenti, ma costruite prima dell’estensione a una certa zona delle norme sul rischio sismico, le prime a crollare uccidendo abitanti e lavoratori''.

 

 

 

Lincei: terremoti, siamo vicini ad un evento devastante per la Calabria e la Sicilia

Roma - I tormenti peggiori della condizione geologica del nostro paese riguardano pero' i terremoti. Soprattutto tra Calabria e Sicilia. ''I tempi di ricorrenza dei terremoti nell’arco calabropeloritano - spiega all'Accademia dei Lincei, Annibale Mottana - sembrano indicare che siamo ormai vicini a un prossimo evento devastante''.'Se questo - si chiede Mottana - dovesse sviluppare tutta la sua violenza al largo di Catania, che cosa resterà della città e dei suoi abitanti? E che effetto avrà la contaminazione che si diffonderà dagli impianti industriali e petrolchimici di Priolo, per non aggiungere che gran parte della costa ionica è costellata da masse di materiali inquinanti anche sepolte nelle spiagge? E cosa succederà con gli impianti di Milazzo, se l’epicentro sarà sul Mar Tirreno?Come geologo informato so che l’evento è naturale e sara' inevitabile; come cittadino tremo, perche' ritengo che non sia sufficiente l’isolamento sismico di impianti e serbatoi né, più in generale, che le opere di prevenzione a riva messe a punto finora siano adeguate a garantire contro un rischio di incidente rilevante''.

 

 

Articoli correlati

Cerca nel sito

Seguici anche con...

Annunci Google

Condividi

Facebook Digg Delicious Stumbleupon Google Bookmarks