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Scritto da Valentina Arcovio
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Martedì 21 Maggio 2013 11:04 |
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Più di 160 mila a Catania, 111 mila a Messina, 85 mila a Reggio Calabria. Ma in caso di terremoto le vittime sarebbero 7.000 a Roma e un migliaio a Milano. Allarmismo? No, i dati ufficiali di un rapporto-choc della Protezione Civile. Che punta il dito sulla scarsa prevenzione sismica e sui meccanismi degli eventuali soccorsi.
C'è un nemico sotto i nostri piedi pronto a colpirci in qualunque momento. Spendiamo decine di miliardi di euro per comprare aerei e missili da schierare contro eserciti fantasma. Ma dedichiamo pochi spiccioli per difenderci dall'unico attacco reale che in pochi secondi potrebbe uccidere decine di migliaia di italiani. "L'Espresso" ha potuto consultare la banca dati del dipartimento della Protezione civile con cui viene pianificata l'emergenza in caso di terremoto. Migliaia di schede riservate, aggiornate periodicamente e mai rese pubbliche. Una per ogni Comune con tutti i numeri necessari a valutare gli effetti di un sisma e predisporre così i soccorsi.
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Scritto da 30 righenews
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Giovedì 21 Marzo 2013 16:30 |
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Londra - Il lato positivo dei terremoti potrebbe essere stato scoperto da alcuni studiosi della University of Queensland di Brisbane, Australia, che hanno scoperto che i cambi di pressione indotti ai sismi potrebbero portare all'istantanea formazione di filoni auriferi nelle rocce. Lo studio e' stato pubblicato su Nature Geoscience. Gli esperti sanno che le vene minerarie di oro sono formate dai depositi minerali che provengono dai fluidi caldi che scorrono attraverso le profonde fenditura nella crosta terrestre.Un processo che, stando ai nuovi studi, potrebbe anche avvenire quasi istantaneamente, in pochi decimi di secondo, ogni volta che la crosta si muove in seguito a un terremoto.
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Scritto da 30 Righe News
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Venerdì 27 Luglio 2012 13:43 |
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Boston - Il movimento dei fluidi ad alta pressione, derivanti da processi naturali o da attivita' industriali che iniettano fluidi sotterranei, potrebbe scatenare forti terremoti mediante l'apertura di cavita' e fessure in profondita' nel sottosuolo. La ricerca della National Central University di Jhongli City, Taiwan, e' stata pubblicata su ''Science''. Finora, i ricercatori non avevano mai osservato direttamente questo processo, determinato dai fluidi, in una zona di faglia. Studiando la faglia lungo cui si e' avuto il terremoto di magnitudo 7,6 di Chi-Chi, Taiwan, nel 1999, Kuo-Fong Ma e colleghi sono riusciti a identificare numerosi piccoli fenomeni sussultori di tipo simile ai terremoti, che hanno chiamato eventi di tipo "I".
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Scritto da 30 Righe News
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Martedì 31 Luglio 2012 15:16 |
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Trento - A fare la differenza tra un edificio che resiste al terremoto e un altro che subisce gravi danni o addirittura crolla è soprattutto il modo in cui esso è progettato e realizzato. Partendo da questo dato, che emerge con chiarezza da molte rilevazioni compiute all'indomani di vari eventi sismici, un gruppo di ricercatori delle Università di Trento, di Graz (Austria) e del Minho (Portogallo) sta mettendo a confronto quattro edifici apparentemente uguali, ma progettati e realizzati con tecnologie costruttive differenti. Si tratta di una attività all'interno del progetto di ricerca europeo "Series", primo progetto di questo tipo a livello mondiale. L'Università di Trento è capofila.Trento, Ma in cosa consiste la prova di resistenza sismica?
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Scritto da Ufficio Stampa INGV
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Venerdì 27 Luglio 2012 12:27 |
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Roma - Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad alcune scosse sismiche nel bacino del Tirreno a profondità ipocentrali molto alte. La prima, di magnitudo 4.0, si è verificata lo scorso 12 Luglio ad una profondità di 479.6 chilometri, mentre l’ultima si è verificata nella giornata di ieri, avente unamagnitudo 3.5 a quasi 400 chilometri di profondità. L’evento si è verificato proprio a ridosso dell’ormai noto vulcano Marsili, e in tanti si chiedono se la causa possa essere dovuta proprio ad un suo eventuale risveglio. In realtà sono i terremoti al di sotto della crosta terrestre spiegati dalla tettonica a placche, che grazie alla spiegazione della dott. sa Lucia Margheriti, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, possiamo ampiamente spiegare.
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