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Scritto da Ufficio Stampa INGV
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Venerdì 27 Luglio 2012 15:14 |
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Roma – Nessuna possibilita’ di risveglio del noto vulcano Marsili, ma solo il normale decorso del fenomeno della tettonica a placche. Cosi’ l’Ingv spiega la sequenza di terremoti a grande profondita’, al di sotto della crosta terrestre, che si sono verificati nel Tirreno negli ultimi giorni. La prima scossa, di magnitudo 4.0, si è verificata lo scorso 12 Luglio ad una profondità di 479.6 chilometri, mentre l’ultima si è verificata nella giornata di ieri, avente una magnitudo 3.5 a quasi 400 chilometri di profondita’: “Sono i terremoti al di sotto della crosta terrestre spiegati dalla tettonica a placche – spiega Lucia Marsili dell’Ingv - In queste aree si verificano generalmente eventi tellurici compresi tra i 100 e i 500 chilometri che non si verificano in altre zone d’Italia. Quando due placche litosferiche si avvicinano, una delle due, la placca litosferica oceanica, si flette e va a finire sotto l’altra, formando una zona di subduzione, determinando terremoti superficiali e profondi.
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Scritto da Ufficio Stampa INGV
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Martedì 03 Luglio 2012 16:22 |
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Roma - Una recente ricerca (maggio 2012), pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Geophysical Research Letters (GRL), ha suggerito che la super-eruzione della caldera dei Campi Flegrei, nel sud Italia, avvenuta circa 40.000 anni fa, può aver giocato un ruolo importante nei processi demografici delle popolazioni paleolitiche delle regioni centrali e orientali del Mediterraneo, che potevano comprendere sia gli autoctoni Neanderthal che i primi sapiens moderni di provenienza africana. Queste regioni sono state coperte da ceneri vulcaniche prodotte da una eruzione dei Campi Flegrei nota come Ignimbrite Campana (IC).
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Scritto da Adele Brunetti
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Mercoledì 23 Maggio 2012 18:27 |
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Washington - L'aria che respiriamo e' un "regalo" delle viscere della Terra. Uno studio della Princeton Universitypubblicato su Nature ricostruisce gli effetti del Great Oxygenation Event (GOE) che, 2 miliardi e mezzo di anni fa, favori' l'esplosione dell'ossigeno in superficie permettendo la creazione dell'attuale atmosfera. La ricerca suggerisce che a causare l'impatto fu una riduzione dei processi di fusione del mantello terrestre che diminui' i processi di fusione della crosta che a sua volta ridusse la fuoriuscita dei gas vulcanici nell'atmosfera, dannosi per la proliferazione dell'ossigeno nell'aria. I gas vulcanici ridotti permisero alle molecole di ossigeno di aumentare.
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Scritto da Ufficio Stampa INGV
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Giovedì 24 Maggio 2012 11:35 |
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Roma - Sabato 26 maggio, alle ore 9.30, presso la sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi, (via del Convento 45), alla presenza del Prof.Stefano Gresta, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sarà presentata la nuova Carta Vulcano-Tettonica dell’Etna, in scala 1:100.000, realizzata dall’Osservatorio Etneo, INGV Catania.I lavori, moderati dal vulcanologo del Parco Salvo Caffo, saranno aperti alle ore 9,30 dai saluti e dall’introduzione di Ettore Foti, commissario straordinario del Parco dell'Etna; Stefano Gresta, presidente dell’INGV; Ralf Jaumann, vice-direttore Institute of Planetary Research, German Aerospace Center (DLR), Centro Aerospaziale tedesco; Domenico Patanè, direttore dell’Osservatorio Etneo, INGV-Catania; Mauro Coltelli, responsabile dell’unità funzionale di vulcanologia dell’Osservatorio Etneo, INGV-Catania; Gianvito Graziano, presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi.
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Scritto da 30 righenews
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Martedì 15 Maggio 2012 15:19 |
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Madrid – Presentati dopo due anni i risultati degli esami della cenere del vulcano Islandese di Eyjafjallajökull, la cui eruzione interruppe il traffico aereo di gran parte d'Europa. Il CIEMAT spagnolo (Centro de Investigaciones Energéticas, Medioambientales y Tecnológicas), in collaborazione con la Nasa, ha ottenuto informazioni interessanti dalla cenere arrivata fino in Spagna, su quante e quali particelle si addensano nell'aria, nonche' indicazioni su come affrontare le eruzioni vulcaniche in futuro. Usando la tecnologia LIDAR (Light Detenction and Ranging), gli scienziati hanno lanciato un raggio laser nel cielo, il quale, riflesso verso la Terra dalle particelle presenti nell'aria, ha riportato informazioni sulle loro proprieta' chimiche e fisiche,
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